Sandrigo non me ne intrigo

Sandrigo, non me ne intrigo: da abitante non potevo non scriverci sopra una filastrocca… Buona lettura!

Non me ne intrigo,
dicono di chi vive a Sandrigo;
forse non vale spendere più di un rigo,
neanche fosse una città, come Rovigo!
Ma se poi chi scrive parla di San Drago
Penso: “Non si tratterà di un mago?”
Non so se è il caso di dargli spago
Che se è troppo sottile mi pungo con l’ago!
Ma perché la tiro lunga e non mi sbrigo?
Che idea! Una filastrocca su Sandrigo!
Quasi quasi, lascio là e apro il frigo,
peperoni, uova sode, cipolla no, altrimenti strido.
La rima se n’è andata,
ho fatto la mia quotidiana frittata,
Beh lettore, aiutami, facciamo una cordata,
La questione non può essere sollevata!”
Lo so, è una filastrocca surrealista,
parole a caso, buttate alla rinfusa,
non c’è rima, né metrica in vista,
solo segni a casaccio, una storia confusa.
Ma se un gioco di parole devo fare
Dovrò per forza sperimentare
Come una scienziata curiosa
Che cerca d’inventare una cosa portentosa.
E se invece è solo un po’ di riscaldamento,
meglio, dopo l’articolo sarà un portento.
Ti prego, lettore, evita ogni ironico commento,
Per un momento, fingi di essere un altero druido,
 
enigmatico, dogmatico, flemmatico,
aritmetico e un po’ poetico
solitario come un dromedario
isolato come un cavallo alato
contento come quel bastimento,
quello laggiù in fondo,
all’orizzonte del mondo…
E adesso forse un po’ l’avrai capito
e spero che un po’ tu ti sia divertito
e ti venga voglia di continuare
il blog della Bottega a frequentare.
Con un’ultima avvertenza
che non è il caso di dimenticare:
Io sono di Sandrigo
e non me ne intrigo.
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