Extinction Rebellion, per la morte degli oceani morti, Madrid

L’associazione Extinction Rebellion, si trova nella sede della Cumbre Social, cioè la contro-COP che si svolge in questi giorni a Madrid. È tutto un pullulare di attività, gruppi, incontri, persone che parlano, organizzano, telefonano, rilasciano interviste e tengono in ordine la struttura.

Extinction Rebellion è un’associazione internazionale nata lo scorso anno e si fonda su 10 punti e 3 domande da porre ai governi per agire subito e porre rimedio alla crisi climatica.

I dieci punti sono i seguenti:

  1. Abbiamo una visione condivisa del cambiamento: creare un mondo adatto alle generazioni future.

  2. Modelliamo la nostra missione su ciò che è necessario – mobilitando il 3,5% della popolazione per raggiungere il cambiamento di sistema – usando idee come “l’organizzazione guidata dall’impulso” per raggiungere questo obiettivo.
  3. Abbiamo bisogno di una cultura rigenerativa – creando una cultura che sia sana, resistente e adattabile.
  4. Sfidiamo apertamente noi stessi e questo sistema tossico, lasciando le nostre zone di comfort per agire per il cambiamento.
  5. Apprezziamo la riflessione e l’apprendimento, seguendo un ciclo di azione, riflessione, apprendimento e pianificazione per ulteriori azioni. Imparando da altri movimenti e contesti così come le nostre esperienze.
  6. Diamo il benvenuto a chiunque e ad ogni parte di esso, lavorando attivamente per creare spazi più sicuri e accessibili.
  7. Stiamo attivamente mitigando il potere, abbattendo le gerarchie del potere per una partecipazione più equa.
  8. Evitiamo di incolpare e giudicare – viviamo in un sistema tossico, ma nessuno di noi è da biasimare.
  9. Siamo una rete non violenta, che utilizza la strategia e le tattiche non violente come il modo più efficace per apportare cambiamenti.
  10. Siamo basati sull’autonomia e sul decentramento: creiamo collettivamente le strutture di cui abbiamo bisogno per sfidare il potere. Chiunque segua questi princìpi e valori fondamentali può agire in nome di Extinction Rebellion.

Ed ecco le 3 domande:

Extinction Rebellion basa tutta la propria azione su 3 richieste, che vengono rivolte direttamente ai Governi nei quali il movimento è presente:

  1. Verità sulla situazione

Che il governo dichiari l’emergenza climatica e ecologica;

2) Azione immediata

Che si fermi la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e si portino allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025;

3) Oltre la politica

Che il governo costituisca e sia guidato dalle decisioni di un’assemblea di cittadini/e sulle misure da attuare e sulla giustizia climatica ed ecologica.

Extinction Rebellion, Madrid, coreografia con lo scheletro della balena

Coreografia con scheletro di balena sui mari che muoiono

Per fare tutto questo Extinction Rebellion organizza azioni dirette nonviolente e le esprime con delle splendide coreografie, come quelle che potete vedere in questa pagina. Questo è fatto per attirare le persone ed avere così l’opportunità di parlare loro della crisi climatica invitandole ad agire.

L’immagine di copertina e quella più sopra si riferiscono alla necessità di agire per salvare i mari e gli animali che stanno morendo. Per questo i ribelli hanno costruito uno scheletro di balena di 3 metri, si sono vestiti di blu ed hanno camminato lungo le strade con il suono di un tamburo a battere il tempo in una sorta di marcia funebre.

Open the border

In precedenza, avevano fatto un’altra azione per ricordare i migranti che muoiono nel Mediterraneo. Vestiti di rosso hanno bloccato la strada che si trova a fianco della fontana di Cibeles; quattro attivisti si sono gettati nella fontana, a simboleggiare i morti annegati mentre gli altri hanno gettato loro dei salvagente e, contemporaneamente, hanno messo nell’acqua delle barchette di carta.

 

Extinction Rebellion, fonte Cibeles Madrid, per i migranti che muoiono nel Mediterraneo, Extinction Rebellion, fonte Cibeles Madrid, per i migranti che muoiono nel Mediterraneo,

Extinction Rebellion, danza Gran Via Madrid

Discobedience

 

Un’altra azione è stata la Discobedience: due ore di ballo sfrenato lungo la Gran Via con il coinvolgimento di alcune centinaia di persone, come si può vedere dalla foto qui a fianco.

Ieri, in solidarietà con gli indigeni che stavano parlando alla sede ufficiale della COP25, e per ricordare l’assassinio di due attivisti indigeni avvenuto sabato in Brasile, gli attivisti di Extinction Rebellion hanno fatto una manifestazione, sono stati tutta la notte accampati all’esterno della COP dopo essersi incatenati ad una barca che avevano portato. Un’altra azione è stata quella nei confronti della catena di negozi Zara, dove gli attivisti si sono incollati alle vetrine.

Tutte queste azioni spesso hanno conseguenze anche serie: a volte ci sono arresti, a volte semplici identificazioni, qualcuno viene picchiato dalla polizia, qualcun altro denunciato.

Chi decide di aderire all’associazione è libero di scegliere il grado di rischio che può sostenere; questo significa che si può semplicemente fare da supporter esterni, senza partecipare attivamente alle azioni, ma limitandosi a lavorare “dietro le quinte”.

L’associazione  è assolutamente nonviolenta e lavora attivamente per risolvere i conflitti in modo pacifico attraverso il dialogo costruttivo e utilizzando il metodo rigenerativo. Spero che queste poche righe abbiano incuriosito qualcuno che potrebbe, magari, provare a partecipare in prima persona.

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