scrittura a mano

Molte scuole in giro per il mondo, per gli studenti che stanno imparando a scrivere, hanno scelto la scrittura a computer al posto della scrittura a mano. Ho già avuto modo di scrivere che, secondo me, questo è un grossissimo problema ed ora non siamo in grado di capire fino in fondo la gravità di questa scelta.

La prima cosa a cui dobbiamo pensare è: cosa succede quando cominciamo a scrivere in questi due differenti sistemi?

Qui troverete la mia personale opinione con i risultati delle ricerche di vari autori che hanno analizzato le differenze fra la scrittura a computer e quella a mano.

Prima di tutto una considerazione: scrivere non è soltanto un modo semplice per ricordarci cosa comprare al supermercato, ma è una tecnologia. Questo significa che cambia il nostro modo di pensare come ho scritto parlando della differenza fra cultura orale e scritta. Così scrivere è utile per esprimere le nostre opinioni, creare pensiero, riflettere ed immaginare nuove idee da condividere con gli altri.

Scrittura a mano, in particolare in corsivo

Quando scriviamo a mano, accendiamo differenti aree nel nostro cervello: sono le stesse che si attivano quando pensiamo, ricordiamo e parliamo. Questo significa che con la scrittura a mano riusciamo a capire meglio questioni complesse, pensare ad esse, ragionarci su e costruire la nostra personale filosofia. Inoltre, i bambini imparano a leggere più in fretta e riescono ad esprimere meglio le loro idee e concetti rispetto a chi usa il computer.

Ma la scrittura a mano è importante anche per i muscoli che sono coinvolti: la nostra mano, le nostre dita, le nostre braccia. Scrivere le lettere in corsivo richiede il lavoro dei muscoli di mani, braccia, collo e schiena. C’è inoltre da tener presente l’orientamento del foglio ed il collegamento occhio-mano (a proposito, sapete che i bambini che non hanno gattonato da piccoli hanno più difficoltà ad imparare a leggere e scrivere proprio a causa del collegamento occhio-mano?).

Tutte queste parti del nostro corpo ci aiutano a cercare la precisione nel tracciare le lettere durante la scrittura.

Gli psicologi Stanislas DehaeneKarin James dell’Indiana University), Virginia Berninger, Pam A. Mueller Princeton, Daniel M. Oppenheimer  della California University, hanno fatto differenti ricerche con lo stesso risultato.

La pedagogista Stephanie Müller ha fatto un’altra ricerca nella quale ha scoperto che il 70% dei bambini, alla fine della scuola materna, non hanno le pre-condizioni per scrivere in corsivo. Infatti, manca loro l’abilità necessaria ed anche a causa delle mancate attività fisiche. Ecco cosa ha scritto:

Oggi nessuno gioca per strada, nessuno si arrampica su un albero, si allaccia una scarpa. Nessuno corre o salta, nessuno infila un ago. Le persone schiacciano un pulsante o toccano uno schermo. Queste cose richiedono l’uso di muscoli che sono totalmente differenti rispetto a quelli che sono necessari per prendere in mano una penna  – questo è quello che aiuta la necessaria coordinazione per la scrittura in corsivo”.

La scrittura a mano è una sorta di impronta digitale (infatti c’è la grafologia, che studia il carattere delle persone analizzando la loro scrittura). La parola corsivo deriva dal latino “currere“; la scrittura corsiva può mostrare il nostro carattere, la nostra personalità.

La scrittura corsiva è più complessa dello stampatello a causa del suo fluire in un modo completamente diverso, non solo in persone diverse, ma anche nella stessa persona. Possiamo scrivere male perché siamo stanchi o malati. Scrivere in stampatello significa che dobbiamo fermare i nostri movimenti continuamente e questo blocca la nostra creatività.

Inoltre, i ragazzi devono capire che una “a” scritta in modi diversi è sempre una “a”. Per questo devono fare dei ragionamenti complessi per arrivare alla risposta: la lettera “a” può essere scritta in modi diversi, però è sempre la stessa lettera.

Sulle penne cancellabili

L’ultimo tema che voglio affrontare è l’uso delle penne cancellabili. Questo tipo di penne ci permette di cancellare gli errori fatti. Cosa significa per un bambino che sta imparando a scrivere correttamente?

L’insegnante Gregori Petit ha scritto: 

«Con le penne cancellabili possiamo vedere meravigliosi quaderni senza errori e questo è il massimo per una società che non vuole errori ed ama il perfezionismo. Col passar del tempo abbiamo notato che i ragazzi non pensavano alla parola che stavano scrivendo. Infatti potevano cancellare più volte, perciò non era importante se facevano errori o no. L’errore era diventato invisibile, così anche i progressi erano diventati invisibili. Inoltre, un errore era diventato qualcosa da dimenticare e non un momento di apprendimento. L’attenzione calava sempre di più e gli errori non diminuivano. Così abbiamo deciso di cambiare e riprendere l’uso della penna normale. Ed ecco cosa accadde: un ragazzino mi disse: “Maestra! Guarda il mio quaderno, in ottobre avevo fatto questo errore 10 volte ed ora solo tre!”. Bingo!».

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