sermone manden

Dalla Carta del Manden (Impero del Mali), il sermone di Manden, prima dichiarazione di diritti umani. È del 1222:

I Cacciatori del Manden dichiarano:
1. Ogni vita umana è una vita. È vero che una vita appare prima di un’altra vita, ma nessuna vita è più “anziana”, più rispettabile o superiore a un’altra vita (…)
4. Ognuno è tenuto a salvaguardare il paese dei padri. Per paese o patria si intende anche e soprattutto gli esseri umani che vi abitano, poiché un paese, una terra che vedrebbe sparire gli esseri umani dalla sua faccia, diventerebbe senz’altro terra di nostalgia.
5. La fame non è una cosa buona. Né la schiavitù è una cosa buona: sono le peggiori calamità al mondo. Finché avremo l’arco e la freccia, la fame non ucciderà nessuno nel Manden e nessuno potrà essere sfruttato o ridotto in schiavitù.
6. La schiavitù si spegne oggi da muro a muro e da frontiera a frontiera del Manden.
7. L’uomo in quanto individuo fatto di carne e ossa, midollo e nervi, pelle, peli e capelli, si nutre di alimenti e bevande, ma la sua anima vive di tre cose:
– vedere ciò che desidera vedere
– dire ciò che ha voglia di dire
– fare ciò che desidera fare
Se una di queste tre cose venisse a mancare all’anima, ne soffrirebbe e ne sarebbe certamente depressa.
Di conseguenza, i Cacciatori dichiarano:
Ognuno dispone della propria persona libero nei suoi atti e liberamente dispone dei frutti del proprio lavoro.
Questo è il sermone del Manden alle orecchie del Mondo. Il celebre viaggiatore arabo Ibn Battouta scrive, nel 1352, a proposito del Mali: “I neri detestano l’ingiustizia e il sultano del Mali perdona difficilmente chi commette ingiustizia verso il prossimo. La sicurezza regna in tutto il territorio: non ci sono briganti né ladri. I neri non confiscano i beni dei bianchi quando questi si trovano a morire nel paese, anche quando si tratta di immense fortune: sono custodite accuratamente finché non vengono reclamate. Sono ferventi musulmani: il venerdì si vestono tutti di bianco per assistere alla preghiera e chi dispone di un solo abito, l’ho lava con cura durante la notte per essere lindo e non meno dignitoso di altri. Ci tengono tanto a insegnare il sublime Corano ai loro figli”.

Ibn Battouta, Viaggi, Vol. IV.

Qui il libro dei viaggi di ibn Battouta

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