solidarietà a Pino Masciari

Qualche mese fa avevo parlato qui di Pino Masciari, l’imprenditore calabrese e coraggioso testimone di giustizia che ha scritto la sua vicenda in un libro. Se volete leggerne la mia recensione, andate qui.

In questi giorni però a Pino è successa una cosa gravissima: era andato a Cosenza per incontri e testimonianze a cui non si sottrae mai, nonostante il rischio che sa di correre e, al ritorno, la scorta era sparita. Pino è stato costretto a nascondersi, perché il rischio molto concreto, per lui, è di essere eliminato. Con le sue denunce ha infatti mandato in carcere molte persone, non solo ‘ndranghetisti, ma anche falsi servitori dello Stato collusi con la malavita. In una recente intervista, Pino dice: “Io sono anche disposto a morire, perché mi sento un servo dello Stato, e non un servo del potere. Perché credo nell’Italia e nella mia Costituzione. Questo è il messaggio che invio ai ragazzi, ma evidentemente a qualcuno non piace”. Nel suo sito invece, scrive: “Ancora una volta mi trovo a spostarmi da solo. La scelta non è mia né di chi mi ha accompagnato. Qualcuno ha scelto per noi. Anche io scelgo, torno a casa in autonomia, perché così come nessun impedimento mi ha mai fermato dall’andare a presenziare ai processi che ho scaturito con le mie denunce, nessun impedimento mi fermerà dal prendere parte alla seduta della Commissione Antimafia Comunale della quale faccio parte. Io sono Pino Masciari e niente me lo farà rimpiangere. Questa Italia ora più che mai ha bisogno che ognuno continui
a ricordarsi chi è. 

Giorgio Macario, un amico della Libera Università dell’Autobiografia, ha scritto:

“Chi trama nell’ombra cerca di tenere tutti all’oscuro, contando sulla complicità di un silenzio corrotto dall’assuefazione all’ingiustizia. 

Se l’ordine di abbandonare Pino Masciari in Calabria mettendo a repentaglio la sua incolumità e costringendolo ad un rientro impervio e malsicuro ha risposto ad interessi malavitosi infiltrati negli apparati dello Stato, questi vanno individuati, denunciati e contrastati alla luce del sole. 

Se di altro si è trattato, concedendo il beneficio del dubbio in una situazione ancora in corso e non del tutto chiarita, ugualmente è necessario muoversi perché un episodio del genere non abbia mai più a ripetersi. 

Chiunque sia il tecnico del Governo preposto ad un tale compito, ci attendiamo un pronunciamento chiaro e senza indugi. Pino Masciari, “imprenditore per vocazione, organizzatore di coraggio per scelta, esule abitatore del limbo per necessità”, come ho già avuto modo di definirlo nel raccontare il suo indimenticabile ed accorato intervento al Festival nazionale dell’autobiografia di Anghiari lo scorso anno, ha già pagato abbastanza. 

Chiunque intenda perseguitarlo ad oltranza, non potrà più fare i conti con un uomo isolato ma dovrà affrontare la reazione indignata di quanti non sono più disponibili a sopportare oltre. Il coraggio di uno, quando incontra la ferma determinazione di molti, ha la forza di un fiume in piena. Ci rifletta bene, chi se ne deve occupare. Caro Pino, un abbraccio forte da tutti noi.

Ed io mi aggiungo e chiedo a tutti gli amici e le amiche della rete di farsi sentire: Pino deve avere la scorta: facciamoci sentire, uomini così non possiamo rischiare di perderli, ne abbiamo già persi troppi. condividete, fate in modo che la notizia giri, che la gente sappia, è importante! Non lasciamo solo Pino, ma facciamogli sentire che siamo con lui: dalla parte dello Stato e della legalità, contro la malavita e la ‘ndrangheta.

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