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Prêt-à-Porter, canale umanitario

Ero già pronta a scrivere dell’uomo morto soffocato nella valigia nel tentativo di raggiungere la Spagna e volevo ricordare il bambino che qualche tempo fa è stato messo in valigia per poterlo ricongiungere alla famiglia; poi la notizia che i morti nel mediterraneo, da inizio anno, sono 2.000 ed oggi un nuovo naufragio sulle coste libiche.

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recuperare relito, occhi lucidi, altri 30 morti, sos

Oltre 900 morti nel Mediterraneo nella notte tra sabato 18 aprile e domenica, a 60 miglia dalle coste libiche. È il più grande sterminio in mare dal dopoguerra. Questo è un giorno di svolta. A partire da oggi occorre mettere la parola urgenza, al posto di emergenza. Bisogna dare alla realtà il nome che merita: siamo di fronte a crimini di guerra e sterminio in tempo di pace.

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rimpatri, UE: Procedura contro Francia, Bandiera Ue, Europa in movimento

Quando le leggi e d i piani li fa chi non sa nulla e non capisce nulla. Il piano che stanno proponendo nei palazzi UE servirà a preparare la strada a nuove stragi, nuovi morti, nuove rotte, più difficili, per arrivare comunque. Mancano tutte quelle cose che potrebbero servire a salvare vite umane: possibilità di ingresso legale, visti provvisori per poter arrivare in aereo e chiedere asilo dove si desidera, accoglienza degna di questo nome. E tutto questo va contro i trattati internazionali di tutela dei diritti umani. Ed è appena il caso di ricordare che i morti, da 700, sono passati a 900.

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Speculare, Alì, Solo andata

La lista L’Altro Veneto. Ora Possiamo! ha emesso un comunicato sulla vergogna dei morti nel Mediterraneo. Lo potete leggere qui sotto. Cerchiamo di dimostrare che il Veneto non è solo la regione di chi sa soltanto dire no ed alzare muri, ma anche di chi sa essere solidale e partecipe.

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basta migranti morti Mediterraneo

I quotidiani online stanno dando la notizia di un altro naufragio nel Mediterraneo. Si temono 700 morti! Basta, per favore, basta! Non è più possibile continuare così; l’Europa si faccia carico del problema finalmente, L’Onu se ne faccia carico. È necessario rendersi conto che questa non è un’emergenza, non lo è più: è la normalità causata dall’instabilità politica, dalle guerre che anche noi occidentali contribuiamo a fomentare.

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