Ultima lettera a mio figlio, Nazim Hikmet, io sono comunista

Ultima lettera a mio figlio  

Non vivere su questa terra
come un inquilino,
o come un villeggiante
nella natura:
vivi in questo mondo
come se fosse la casa di tuo padre.
Credi al grano
alla terra, al mare
ma prima di tutto all’uomo.
Ama la nube, la macchina, il libro,
ma prima di tutto ama l’uomo.
Senti la tristezza
del ramo che secca
del pianeta che si spegne
della bestia che è inferma,
ma prima di tutto la tristezza dell’uomo.
Che tutti i beni terrestri
ti diano a piene mani la gioia,
che le quattro stagioni
ti diano a piene mani la gioia,
ma prima di tutto che l’uomo
ti dia a piene mani la gioia.

Versione in Inglese di “Ultima lettera a mio figlio”:

Don’t live in the world as if you were renting
or here only for the summer,
but act as if it was your father’s house. . .
Believe in seeds, earth, and the sea,
but people above all.
Love clouds, machines, and books,
but people above all.
Grieve
for the withering branch,
the dying star,
and the hurt animal,
but feel for people above all.
Rejoice in all the earth’s blessings –
darkness and light,
the four seasons,
but people above all.

 

Nazim Hikmet (Poeta turco – 1902-1963)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.