pipì vietata parco vicenza

Il Giornale di Vicenza pubblica oggi in prima pagina la notizia relativa a un bimbo di 2 anni e mezzo (sì avete letto bene, due anni e mezzo) che qualche giorno fa, per imitare un amichetto, si è abbassato il pannolone per fare la pipì. Purtroppo si trovava al parco dei Giardini Salvi.

Un solertissimo agente della polizia locale vede la scena e interviene perché la cosa abbia fine. Già che c’è ne approfitta per chiedere permesso di soggiorno alla baby sitter (è una ragazza filippina di 24 anni, e se fosse anche senza documenti?) e i dati della famiglia. Non importa se il bambino la pipì non l’ha proprio fatta, non importa se ha solo 2 anni e mezzo e non si rende conto che non si può fare la pipì al parco. La ragazza è spaventata e, quando torna a casa, informa i genitori che arriverà una multa da 50 euro.

In seguito il bambino (che aveva appena imparato a stare senza il pannolone), non voleva più fare la pipì nel vasino per timore dei vigili: “Mamma, ma se faccio la pipì viene il vigile a darmi la multa anche a casa?” chiedeva spaventato.

Oggi alle 15,30, il comune di Vicenza fornisce la propria versione dei fatti:

In relazione all’articolo pubblicato oggi da “Il Giornale di Vicenza” in prima pagina su una presunta sanzione di 50 euro elevata dalla polizia locale del Comune di Vicenza nei confronti dell’accompagnatrice di un bambino che stava facendo i propri bisogni in un parco pubblico, si precisa che gli agenti non hanno elevato né minacciato né verbali né sanzioni, ma si sono limitati ad invitare l’accompagnatrice a scegliere un luogo più opportuno per far fare al bambino la pipì, e quindi non nel vialetto principale del parco in mezzo al passaggio di numerose persone, come stava avvenendo al momento del loro arrivo.

Questi i fatti: due agenti della polizia locale in servizio all’interno dei giardini Salvi mercoledì 10 luglio alle 10 per i normali controlli hanno notato un bambino, con i pantaloncini abbassati e quindi quasi nudo, che urinava al centro del vialetto principale sotto lo sguardo dei passanti. Gli agenti hanno chiesto alla signora che lo accompagnava di portare il bambino a fare i propri bisogni in un luogo più adatto, che non fosse in mezzo al passaggio delle persone.

Gli agenti hanno quindi rilevato le generalità della donna straniera verificandone la residenza in città. Al termine dell’intervento, la pattuglia ha ripreso il normale servizio senza che nessuno degli agenti avesse mai annunciato alla signora straniera l’invio di eventuali verbali o sanzioni. All’ufficio verbali della polizia locale non risulta infatti contestato né in fase di notifica alcun tipo di verbale relativo al fatto. 

 Che dire? Solo che Vicenza, purtroppo, non è nuova a fatti del genere. Avevo già raccontato il caso delle badanti che hanno dovuto pagare 50 euro per aver mangiato un panino al parco. Certo è molto più facile prendersela con queste categorie deboli, che non con chi delinque davvero, ma siamo a Vicenza piccola, davvero molto piccola città.

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