Voglio uno sciopero

Voglio uno sciopero… Quella che vi presento è una poesia della nicaraguense Gioconda Belli. Sto aggiornando questo articolo per dirvi che Gioconda sarà in Italia dal 9 al 16 marzo in occasione di DedicaFestival a Pordenone (ma anche a Venezia); come potrete vedere, il festival quest’anno è dedicato a lei. Vi consiglio caldamente di leggere i suoi libri, cominciate con La donna abitata e non vi fermerete più! Qui sotto la poesia in italiano e spagnolo.

Voglio uno sciopero dove incontrarci tutti.

Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
Di operai, di colombe
Di autisti, di fiori
Di tecnici, di bambini
Di medici, di donne.
Voglio un grande sciopero,
che arrivi sino all’amore.
Uno sciopero dove si fermi tutto,
l’orologio, le fabbriche
lo stabilimento, le scuole
l’autobus, gli ospedali
la strada, i porti.
Uno sciopero di occhi, di mani, di baci.
Un grande sciopero dove non sia permesso respirare,
uno sciopero dove nasca il silenzio
per ascoltare i passi
del tiranno che si allontana.

 

Huelga – Gioconda Belli
Quiero una huelga donde vayamos todos.
Una huelga de brazos, piernas, de cabellos,
una huelga naciendo en cada cuerpo.
Quiero una huelga
de obreros de palomas
de choferes de flores
de técnicos de niños
de médicos de mujeres.
Quiero una huelga grande,
que hasta el amor alcance.
Una huelga donde todo se detenga,
el reloj las fábricas
el plantel los colegios
el bus los hospitales
la carretera los puertos.
Una huelga de ojos, de manos y de besos.
Una huelga donde respirar no sea permitido,
una huelga donde nazca el silencio
para oír los pasos del tirano que se marcha.

Gioconda Belli – Nicaragua 1976

Gioconda Belli nel 1970 si è unita al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale che ha partecipato attivamente alla rivoluzione sandinista, partecipando attivamente alla rivoluzione contro il dittatore Somoza. Fra il 76 e il 78 è stata esiliata in Costa Rica dal regime. Rientrata in Nicaragua nel 1978, ha ripreso a lottare contro il regime. In seguito alla vittoria politica del Fronte, ha occupato diverse cariche nel governo rivoluzionario fino al 1994, anno in cui ha lasciato la politica attiva a causa di alcune divergenze con il partito.

Concludo con le frasi che fanno da esergo alla home del dedicafestival:

Come scrittrice sento la necessità di generare e far crescere la consapevolezza. Questo è il ruolo che assegno alla scrittura: elaborare pensieri che permettano ad altri individui di capire se stessi e quello che vogliono: un ruolo che è, se vogliamo, di responsabilità sociale.

Fra le sue opere principali, troviamo i libri:

La donna abitata, Sofia dei presagi, Waslala, Il paese sotto la pelle, La pergamena della seduzione, L’infinito nel palmo della mano, Nel paese delle donne, l’intenso calore della luna.

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