Pedemontana Veneta

La Pedemontana Veneta, detta anche SPV (Superstrada Pedemontana Veneta) è una extraurbana principale di proprietà della Regione del Veneto in concessione a pedaggio lunga 94,5 km e in costruzione dal 2011. Più sotto un aggiornamento di Carlo Cunegato.

Pedemontana Veneta, come sempre sembriamo non renderci conto della catastrofe ambientale ed economica a cui stiamo assistendo e a quale condanna infliggeremo le generazioni future. Originariamente doveva essere una normale superstrada, dato però che la Regione non è riuscita a ottenere il finanziamento dalle banche, è diventata un’opera in project-financing (come moltissime altre opere in Veneto); ciò significa che, se attualmente percorriamo alcune strade gratuitamente in un tempo X, dopo dovremo pagare salato il percorso solo per recuperare qualche decina di minuti e i soldi andranno al privato.
L’esempio è di un cittadino di Malo che lavora a Bassano: a lui la Pedemontana sarà utilissima, perché gli permetterà di risparmiare tempo. Già adesso, da Malo a Breganze, deve pagare 2,20€ di superstrada. soldi che, a lavori ultimati, diventeranno 6€ a viaggio, cioè 12 € al giorno. E questa cifra corrisponde a 240€ al mese per 32 km di percorso.
Ricostruisco la storia della Pedemontana Veneta grazie al contributo di Piero Furlan trovato su Facebook:
Alcuni giorni fa, il 19/06, sul Giornale di Vicenza, in prima pagina si dava risalto alla apertura di un secondo tratto della Pedemontana. Opera testardamente voluta dal presidente Zaia anche grazie al sostegno “esterno” del maggior partito di opposizione, il PD. Sostegno che il PD raramente nega a Zaia, vedi referendum sull’autonomia. Certo che qualsiasi iscritto al PD, potrebbe trovare decisamente imbarazzanti tutti questi sostegni.
Ma rientrando sulla Pedemontana si può cercare di mettere assieme alcuni punti di questa iniziativa.
Pedemontana Veneta tracciato
1. Nel 2011 cominciano materialmente i lavori per realizzare i circa 100 km di questa autostrada.
2. Nel 2019, dopo 8 anni vengono inaugurati in pompa magna i primi 7 km alla presenza del governo di Roma al gran completo. Salvini c’era quindi c’erano proprio tutti. Chi vistosamente mancava era il senso del ridicolo. Pensate, 8 anni per 7 km.
3. Può essere utile ricordare che nel 1958 il Governo centrale decise di iniziare i lavori dei 750 km dell’autostrada Milano-Napoli. Questa autostrada verrà totalmente inaugurata da Moro nel 1963 dopo 5 anni dall’inizio lavori. Per esprimere questo dato in un altro modo si può dire che la velocità di realizzazione è stata pari a 150 km all’anno. Che è una velocità diversa dagli 0,9 km all’anno con cui sembra avanzare la Pedemontana di Zaia.
4. Mancano i costi dell’autostrada del Sole, mentre sono ben noti i costi della nostra cara, anzi, carissima, Pedemontana: 180 milioni all’anno per 39 anni. Sono circa 7 miliardi sulle spalle di noi “Veneti” (termine particolarmente caro a Zaia). Sono circa 70 milioni a km (più o meno un quarto di un moderno ospedale). Insomma, con 4/5 km si fa un ospedale nuovo.
5. Affinché queste risorse possano rientrare è necessarioche la Pedemontana sia utilizzata per tutti i 100 km da non meno di 27.000 veicoli al giorno (dati della Corte dei Conti). La Banca che doveva erogare i fondi ha fatto fare lo studio ad una ditta specializzata da cui è emerso che, se tutto va bene, la Pedemontana avrà un utilizzo pari alla metà. Il resto lo mette la Regione, noi.
Sembra lecito ricordare a Zaia, un giorno sì e un giorno anche, che i suoi Veneti non sono necessariamente pecore da tosare. Ci lascia sulle spalle un impegno da 180 milioni all’anno per figli e nipoti.
È un promemoria a cui l’opposizione non dovrebbe sottrarsi.
Fermo restando il fatto che su questa Pedemontana sarebbero davvero molte le cose importanti da dire e che a suo tempo sono state dette, ma anche solo le poche cose qui richiamate sembrano più che sufficienti per creare qualche mal di pancia. Forse.
Carlo Cunegato, il 29.06.2020 scrive sulla sua pagina Facebook:
Domenica sono andato a fare una passeggiata sul Grappa. Con il caldo soffocante è stata un’impresa eroica raggiungere il modesto Col Moschin. La medesima condizione si è presentata al ritorno quando ho potuto saggiare il risultato della prima giornata di apertura della complanare di Bassano.
infatti come avevano ampiamente previsto e denunciato coloro che vivono il territorio Bassanese, tale evento è stato accompagnato da lunghe code che hanno deviato il traffico sulla viabilità locale.
Lemme lemme il cantiere della pedemontana veneta avanza (strada che doveva essere inaugurata nel 2017) e manifesta l’inadeguatezza della soluzione viabilistica e della classe dirigente che l’ha proposta e supportata.
Ad ora i risultati di questa opera sono
1⃣ un contratto di project financing che consente al consorzio Sis di rifiutare il rischio d’impresa e di ricevere, finita l’opera, un fisso dalla Regione per 39 anni pari a 12 miliardi
2⃣ una viabilità alternativa sottodimensionata, spezzettata da continue intersezioni, rotatorie e sottopassi e di fatto peggiorativa rispetto alla condizione precedente della Gasparona
3⃣ la perdita della tangenziale per Bassano
4⃣ la superstrada a pagamento più cara d’Italia, con pedaggi doppi rispetto all’A4
5⃣nonché uno scempio ambientale per un territorio già martoriato da un consumo di suolo che supera il 50%
Non si può più far finta che vada tutto bene, la gratuità per i residenti dei comuni interessati, come promesso prima del 2017, e la ridiscussione del contratto di project financing non sono richieste di parte, ma di buon senso!
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